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domenica 27 novembre 2011

Governo di crisi.

Nella foto: Mario Monti, nel 1912, alla guida del Titanic. Un secolo dopo, nulla è cambiato.

E insomma, sveglia popolo: è crisi! Lo è per davvero stavolta. Adesso non basta più essere ottimisti, guardare alla Grecia che sta peggio di noi (potere degli italiani: quando un italiano ha l'artrite, guarda un handicappato in sedia a rotelle e si tira su di morale), dire che è tutta propaganda giornalistica. Adesso le cassandre non sono più cassandre, serve coesione nazionale - e non è un caso che la Lega abbia deciso di rimanerne fuori.

Tutti gli altri gli hanno garantito la fiducia. Di Pietro, l'uomo immune da qualsiasi tipo di potere forte e di ogni sorta di congiuntivo, ha dichiarato che la sua non è una fiducia al buio. La posizione dell'IdV è come quella di una donna che non te la da ma ti permette il bukkakè. Casini invece ha dato piena fiducia al governo montiano, ma si sa, Casini è un uomo di fede (funziona così, con gli uomini di fede: credono che esista un uomo invisibile, che tutto sa e tutto vede, che è onnipotente, e che se gli gira il cazzo, ti sommerge sotto quintalate di pioggia; figurarsi se non credono in Monti!)

(Casini mi piacerebbe vederlo vestito da drag queen. Alla cerimonia di ordinazione di nuovi cardinali. Scusatemi, è una cosa mia.)

Il Pd e il Pdl, messo da parte Berlusconi e il berlusconismo, sono tutti d'accordo e si danno i bacetti nel corridoio del Transatlantico. Beati loro, che hanno la faccia come il culo!

Ma tutto questo è fatto perchè c'è crisi. C'è crisi nel reparto manifatturiero. C'è crisi nell'edilizia. C'è crisi nel tessile. E da quando ho le emorroidi, c'è crisi anche nel mio ano. Comprendo l'emergenza.

Ma a tutto c'è un limite! Perchè non si può vedere la nomina di Corrado Passera come Ministro dello Sviluppo, alle Infrastrutture e ai Trasporti. Eccheccazzo!! Passera!! Colui che ha gestito le poste italiane, mandando a casa 20.000 persone? Colui che ha gestito Alitalia portandola a quella barzelletta della Cai (che poi s'è ciucciato assieme a Colaninno)? Voi direte: quel Corrado Passera?? Uno ce n'è... E adesso fa il cavaliere di grand'ordine per la fuoriuscita dell'Italia dalla crisi. Le analogie di questo governo con il capitano del Titanic, si sprecano.

Questo è il governo delle banche e dei banchieri. Ovvero: coloro che ci hanno portato alla crisi. Insomma, prima hanno spolpato il pollo, adesso vogliono pure cucciare il midollo delle ossa. Niente di nuovo sotto il sole quindi: cambiano i cazzi, ma i culi son sempre i nostri.

domenica 11 settembre 2011

Quelle torri là, in quella città, dieci anni fa

Finalmente, ecco una ricorrenza in cui si può parlare di morti senza che siano santi, martiri o conduttori televisivi la cui salma è stata trafugata. Non so voi, ma io ne sentivo il bisogno. (Se Mike Bongiorno fosse morto nell'attentato dell'11 settembre, nessuno avrebbe in seguito trafugato il suo corpo. Se Raimondo Vianello fosse morto nell'attentato dell'11 settembre non avremmo visto qualcuno sorridere incautamente al suo funerale. A volte basterebbe tanto poco per credere che la nostra società sia sana...)




Tutti ricordiamo cosa stavamo facendo l'11 settembre di dieci anni fa. Anch'io. Ma continuano ad essere cazzi miei.



Era il primo pomeriggio. Ero appena tornato dal lavoro. Dormivo. Mia madre mi sveglia e mi fa:
“Sono crollate le Torri Gemelle!”
“Tutte e due?”
“Sì,” mi spiega, “sono omozigote.”



Non siamo ipocriti: tutti noi siamo rimasti colpiti da ciò che è successo; ma coloro che erano all'interno delle Twin Towers un po' più di noi. È una questione di prospettive. Molti si sono espressi sul fatto che la manovra compiuta dai dirottatori era assai difficoltosa da compiere e che bisogna essere piloti esperti per poter far virare in tal modo e in così poco spazio aerei così grandi come i Boeing utilizzati. Se i dirottatori fossero sopravvissuti, adesso non avremmo Alonso alla guida della Ferrari. Un terzo aereo ha colpito il Pentagono, facendone collassare un settore. Da allora, risulta impossibile calcolarne l'area. E che dire dell'aereo che cadde in Pennsylvania? Pessimo atterraggio di emergenza.



Gli attentatori (secondo la tradizione araba del martirio) dovrebbero adesso essere nell'aldilà, accompagnati da 72 vergini contro le quali si schiantano quotidianamente. Evidentemente, prima di compiere l'attentato, nessuno gli ha parlato di Las Vegas.



(Sia chiaro, non è credibile che gli attentatori si trovino adesso in compagnia di 72 vergini. Non dopo tutti questi anni almeno. Sono fanatici, mica coglioni!)



Non ve l'ho raccontata giusta. Il giorno in cui crollarono le due Torri, io mi stavo masturbando. Dal soggiorno mia mamma mi gridò:

“Andrea, è successo un fatto gravissimo! Vieni subito!”
Ho obbedito.
Non è stato un bel gesto da parte mia: unire sperma e morte è una cosa che nemmeno la necrofilia può giustificare. Ancora oggi, ogni volta che mi masturbo mi assalgono i sensi di colpa e devo correre a confessarmi. Per guadagnare tempo, a volte mi masturbo direttamente nel confessionale. Il parroco è contento.



(Faccio spesso battute sull'11 settembre. Ogni volta che un americano se ne lamenta – non che ce ne siano veramente, ma nella mia fantasia sono persone che adorano farsi la doccia spalmandosi con la salsa del Big Mac – ricordo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, senza dimenticare le atrocità del Vietnam, Allende e Pinochet, Panama... Non sei ancora pari, America America...)



Giocate i seguenti numeri sulla ruota di Venezia: 11 09 20 10. Non usciranno mai, ma se dovesse succedere non sentitevi in colpa quando andrete a ritirare la vincita: ci sono banche e aziende che su tale tragedia, ci hanno lucrato molto più di voi.

sabato 13 agosto 2011

Meglio essere poveri



Nella foto: una drammatica seduta di Piazza Affari.


In questi giorni in cui le Borse mondiali sono crollate, il mio pensiero non va ai poveri, ma ai ricchi. Pensateci bene: oggi essere poveri conviene! Quandi i mass media ci raccontano che sono stati bruciati quantità abnormi di miliardi di euro, ventilando che stiamo perdondo tutto, i poveri possono solo alzare le spalle e sbuffare, perchè loro da perdere non hanno un bel niente. I ricchi, invece, quelli sì che ne hanno di cose da perdere: i loro agi e i loro stravizi (leggi: andare a puttane), le loro ville e i loro yacht (leggi: festini con puttane), devono vendere l'ultimo bolide o l'ultimo modello di SUV (servono per andare a puttane). I ricchi non possono perdere tutto: hai bisogno di soldi per poter chiamare tuo figlio Nathan Falco, perchè se perdi il tuo status quo diventi solo un coglione che ha dato a suo figlio un nome del cazzo.


(Un elenco non definitivo di nomi idioti dati dai ricchi ai loro figli: Oceano, Chanel, Ever Imre, Yari, Ireland, Salome Violetta, Maelle, Anna Lou, Brando, Aurora Sophie, Liala. Crescendo, questi bambini invidieranno gli orfani.)


Negli ultimi anni, ho investito tutto nelle azione della Scottex. Così adesso non mi arrabbio più di tanto quando il mio commercialista mi dice che con quelle azioni posso pulirmici il culo. Ho i miei anticorpi.


(Questa battuta l'ho creata per la prima volta nel 2008. Funziona ancora. E' bello vedere che il mondo è popolato di esperti dell'alta finanza che non ci stanno capendo più un cazzo.)


Non tutto il male viene per nuocere. Ci sono anche degli aspetti positivi. Questa crisi dà l'opportunità a persone che (come me) non ci capiscono molto di economia di infilare nelle loro frasi la parola "Nasdaq".


(Quando il 29 ottobre 1929 avvenne quello che viene chiamato il Martedì Nero, crollò un intero sistema, ma non la voglia di fica. Per questo suggerisco di quotare in Borsa la maggior parte dei siti porno.)


Bando agli scherzi, una soluzione c'è: quotare in borsa la cocaina. Quale miglior risposta! Le conseguenze positive non tarderebbero a concretizzarsi. Prima conseguenza: la Colombia diventerebbe la prima potenza mondiale. Seconda conseguenza: ad ogni sniffata, più 0,1% dell'indice MibTel. Terza conseguenza: presidente degli azionisti sarebbe Kate Moss, che troverebbe finalmente un lavoro. E poi l'economia avrebbe un rimbalzo notevole e tutto si sistemerebbe. E' proprio vero: le soluzioni che non vedi sono proprio quelle che hai sotto al naso.


Negli ambienti bancari, intanto, serpeggia il panico. Oggi ho visto un ragioniere di cassa venire internato per aver pronunciato la parola "obbligazioni".


Credetemi, in questo momento è meglio essere poveri. Lo dice anche la Bibbia, i cui celebratori sono notariamente degli ottimi esperti di transazioni finanziarie.



martedì 10 maggio 2011

Morte di un artista ingiustamente sottovalutato.

Morto bin Laden. Suicidi di massa nel reparto audiovisivi di Trony. (E Spinoza.it mi può ben fare una pippa.)

Osama bin Laden è morto. Nel silenzio pù assoluto dei media, senza che nessuno gli dedicasse un "coccodrillo", un elogio funebre, un articolo celebrativo. L'oblio è calato su questo artista arabo capace di ridare lustro ad un genere, l'invettiva ironica, che nel corso degli anni aveva perso il suo appeal sul pubblico. Come dimenticare la sua opera più importante, la celeberrima "L'America è il Grande Satana" in cui si può apprezzare tutto il suo gusto per l'umorismo e per l'accentuazione assurda; nella recitazione strizza l'occhio ai grandissimi, come al Charlie Chaplin de "Il Grande Dittatore" o i Fratelli Marx de "La guerra lampo". Capacità interpretative di questo livello non sono vedono molte in giro, oggigiorno. Questo artista ci mancherà.

(Per anni, Osama ha cercato di piazzare sue istallazioni alla Biennale di Venezia, ma ha ricevuto solamente sonori rifiuti. Gli organizzatori non gli hanno mai perdonato un passo falso giovanile: quel breve video porno girato con 72 vergini.)

Nel suo computer, un testamento commovente: in un video privato, Osama confessa ad un familiare quanto gli sarebbe piaciuto, una volta resa bianca dal tempo la sua barba, fare la controfigura di Babbo Natale.

Nel frattempo, il noto deejay iraniano Ahmadinejad ha dichiarato di essere al lavoro sul remix di un'altra sua celeberrima invettiva: "Israele sarà rasa al suolo!" Speriamo che questa riscoperta postuma basti a ridare i giusti meriti ad un artista, in vita, ingiustamente sottovalutato.

mercoledì 1 settembre 2010

Usa anca ti el Fotosciop!


Se ne vedono di tutti i colori, ma quello verde-federalista è proprio il più spassoso della compagnia. Numero circense, contrario a tutte le regole del buonsenso, da parte del quotidiano La Padania (con chi è schierato? aspetta... fammi memoria...)! Notate la foto qui a sinistra (a destra per i mancini)? Ebbene, a vederla sembrerebbe proprio che la CGIL abbia manifestato al fianco dei Rom per i loro diritti.
(Tra parentesi: cosa ci sarebbe di male? I Rom sono forse figli di un dio sociale minore? Mah...)
(Tra parentesi, secondo atto: la CGIL non lo farebbe mai. Purtroppo.)
Ma la cosa più spassosa è un'altra: la foto è finta, la notizia pure, il taroccamento è fatto usando non certo il cervello, ma un'altra parte del corpo, un po' meno nobile. Insomma, è fatto a cazzo. Perchè, come dimostrano le didascalie, ci sono degli errori evidentissimi. Innanzitutto, a sinistra (i mancini stavolta si adeguino) vi sono due bandiere con una sola asta. Einstein, dall'aldilà, non commenta perchè sta ancora ridendo. Delle bandiere sulla destra, poi, è tutto un bel dire. Innanzitutto, il gusto del comico con cui il giornale padano pone due delle tre bandiere davanti all'albero che invece, rispetto alle bandiere stesse, risulta chiaramente in primo piano. I leghisti, si sa, sono Pre-raffaeliti. E poi... (AHAHAHAH!!! scusate...) notiamo la direzione delle bandiere... (AHAHAHAHAHAH!!! scusate di nuovo...) due (ad una manca pure un'asta, ma che ve lo dico a fare?) sventolano verso sinistra, le altre verso destra. Nuovi concetti sui moti convettivi dell'aria? Aspettiamo il Nuovo Sussidiario Padano 2010-2011 per ragguaglio. Certo, un originalone, questo Eolo!
E così, è confezionato il taroccone, con tanto di notizia sbandierata: "CGIL IN PIAZZA COI ROM!" Io non so come si possa cadere tanto in basso, perchè non sono leghista, ma secondo me questi qua sorseggiano troppa acqua del Po, quando fanno la loro benedizione della loro personalissima divinità. O è qualcosa che si trova nel prosecco?
Di certo, serve che qualcuno gli insegni ad usare... Borghezio, com'è che si scrive?
"Fotosciop!"
Grazie, ben gentile!

martedì 27 gennaio 2009

Sameer Dossani di Foreign Policy In Focus, intervista Noam Chomsky sulla guerra di Gaza


DOSSANI: il governo Israeliano e molti ufficiali Israeliani e Statunitensi sostengono che l'attuale offensiva contro Gaza serve per porre fine ai continui attacchi contro Israele lanciati da Gaza mediante razzi Qassam. Ma molti osservatori affermano che se le cose stessero realmente così Israele avrebbe fatto di tutto per rinnovare il "cessate il fuoco", scaduto a Dicembre, che aveva quasi del tutto fermato il lancio di razzi. Nella sua opinione quali sono i veri motivi dietro l'attuale azione israeliana?


CHOMSKY: C'è un tema che si riconduce alle origini del Sionismo. Ed è un argomento molto razionale: "Ritardiamo il più possibile negoziati e diplomazia, e nel frattempo costruiamo i fatti sul territorio". In questo modo Israele vuole creare le basi per qualunque eventuale trattato verrà ratificato, e più saranno i fatti concreti migliore sarà l'accordo per i loro scopi. E questi scopi sono essenzialmente di prendere il controllo di tutto ciò che ha un valore nell'ex Palestina ed indebolire quel che rimane della popolazione indigena. Io credo che una delle ragioni per il supporto popolare che questa azione gode negli Stati Uniti sia che è in risonanza con la storia americana. Come sono stati gli Stati Uniti di America? I temi sono simili. Ci sono molti esempi di questo tema in tutta la storia di Israele, e la situazione attuale è solo un altro esempio. Hanno un programma molto chiaro. Falchi come Ariel Sharon hanno capito che è da pazzi proteggere con una grossa parte dell'esercito 8000 coloni in un terzo del territorio con la maggior parte delle scarse risorse di Gaza a disposizione mentre il resto della società attorno a loro va in malora. Quindi è meglio portarli via e mandarli nel West Bank. Quello è veramente il posto che interessa loro e che vogliono. Quello che è stato chiamato un "disimpegno" nel Settembre 2005 è stato di fatto un trasferimento. Sono stati assolutamente chiari su questo. Infatti hanno aumentato i programmi di insediamento edilizio nel West Bank e contemporaneamente hanno ritirato alcune migliaia di persone da Gaza. Quindi Gaza avrebbe dovuto diventare una gabbia, praticamente una prigione, con la possibilità per Israele di attaccare a piacimento, mentre nel West Bank avrebbero potuto prendere ciò che volevano. Non c'era niente di segreto in questo. Ehud Olmert è stato negli Stati Uniti nel maggio 2006, un paio di mesi dopo il ritiro. In una sessione congiunta del Congresso Americano, fra calorosi applausi, annunciò semplicemente che i diritti storici degli Ebrei sull'intero territorio di Israele è fuori questione. Annunciò quello che ha chiamato il suo programma di convergenza, che è semplicemente una versione del programma tradizionale, che si rifà al piano Apollo del 1967. Secondo questo piano Israele si sarebbe annessa territori e risorse di valore vicino alla linea verde (il confine del 1967). Quella terra si trova ora al di là del muro costruito da Israele nel West Bank, un muro di annessione. Questo vuol dire terra coltivabile, le principali risorse idriche, le piacevoli periferie attorno a Gerusalemme e Tel Aviv, le colline e così via. Si sarebbe presa la valle del Giordano, dove ha di fatto costruito insediamenti fino dalla fine degli anni '60. Poi avrebbero costruito un paio di super autostrade attraverso l'intero territorio - ce n'è una ad est di Gerusalemme verso la città di Ma'aleh Adumim che fu costruita per la maggior parte negli anni '90, durante gli anni di Oslo, essenzialmente per tagliare in due il West Bank, ed altre due a nord (includendo Ariel, Kedumim ed altre città) che tagliano in due ciò che rimane. Avrebbero costituito posti di blocco ed altri sistemi di vessazione nelle altre aree in modo da isolare la popolazione rimanente senza mezzi per vivere una vita decente, e se se ne vogliono andare, bene! Altrimenti potrebbero servire da attrazione turistica - magari la silhouette di un pastore che conduce una capra su una collina - mentre nel frattempo gli israeliani, inclusi i coloni, avrebbero guidato sulle super autostrade per "soli Ebrei". I Palestinesi possono benissimo arrangiarsi con piccole stradine qua e là dove puoi cascare dentro una buca quando piove. Questo è l'obiettivo. Ed è esplicito. Non si può accusarli di inganno perché è esplicito. Ed è un obiettivo che da queste parti è acclamato.

DOSSANI: Riguardo al supporto degli Stati Uniti, la settimana scorsa il consiglio di sicurezza dell'ONU ha approvato una risoluzione per richiedere un cessate il fuoco. E' indice di un cambiamento, in modo particolare alla luce del fatto che gli Stati Uniti si sono astenuti e non hanno esercitato il diritto di veto, permettendo così alla risoluzione di essere approvata?


CHOMSKY: Appena dopo la guerra del 1967 il Consiglio di Sicurezza approvò delle risoluzioni molto forti, che condannavano le azioni di Israele per espandersi e prendere il controllo di Gerusalemme. Israele semplicemente le ignorò. Perché gli Stati Uniti accarezzano la loro testa e dicono "andate avanti per la vostra strada e violate le risoluzioni dell'ONU". C'è un'intera serie di risoluzioni da allora fino ad oggi che condannano gli insediamenti che, come Israele e tutti sanno, violano le convenzioni di Ginevra. Gli Stati Uniti o pongono il veto alle risoluzioni o qualche volta le votano pure, ma ammiccando dicono "andate comunque avanti, e noi pagheremo e vi daremo il supporto militare necessario". E' il solito schema. Durante gli anni di Oslo, per esempio, la costruzione di insediamenti aumentò costantemente, violando gli obiettivi stessi degli accordi di Oslo. Ed infatti l'anno di massima espansione degli insediamenti fu l'ultimo anno di Clinton, il 2000. E continuò anche dopo. Apertamente ed esplicitamente. Per tornare alla questione della motivazione, Israele ha abbastanza controllo militare sul West Bank per poter terrorizzare la popolazione e ridurla alla passività. Ora il controllo è accresciuto grazie alle forze collaborazioniste addestrate dagli U.S.A. Dalla Giordania e dall'Egitto per sottomettere la popolazione. Infatti se si leggono i giornali delle ultime due settimane, se c'è una dimostrazione nel West Bank a supporto di Gaza, viene annientata dalle forze di sicurezza di Fatah, che ora funziona più o meno come la forza di polizia israeliana nel West Bank. Ma il West Bank è solo una parte dei territori palestinesi occupati. L'altra parte è Gaza, e nessuno dubita che formino un'unità. Ed inoltre a Gaza c'è resistenza, quei razzi. Quindi sì, vogliono eliminarli, così non ci sarà più resistenza del tutto e loro potranno continuare a fare quello che vogliono senza interferenze, mentre nel frattempo ritardano la diplomazia quanto più possibile per "costruire i fatti" a modo loro. Ancora una volta questo schema è da ricondursi alle origini del Sionismo. Naturalmente varia a seconda delle circostanze, ma fondamentalmente la politica è la stessa e perfettamente comprensibile. Se vuoi assumere il controllo di una nazione dove la popolazione non ti vuole, in che altro modo puoi farlo? In che modo è stata conquistata questa nazione?

DOSSANI: Quello che lei descrive è una tragedia.


CHOMSKY: E' una tragedia che si consuma proprio qui. La stampa non ne parla ed anche il mondo culturale non ne parla, per la maggior parte, ma il fatto è che c'è un accordo politico in agenda da 30 anni. Un accordo bilaterale sui confini internazionali con possibili mutui cambiamenti di questi confini. L'accordo è lì ufficialmente dal 1976 con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza proposta dai maggiori stati arabi e appoggiata dall'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) che la pone essenzialmente in questi termini. Gli Stati Uniti posero il veto mettendo la risoluzione fuori dalla storia, e da allora si è andati avanti così, senza cambiamenti. A parte una modifica sostanziale. Durante l'ultimo mese della presidenza Clinton, nel gennaio 2001, ci furono dei negoziati, autorizzati dagli Stati Uniti ma ai quali non parteciparono, fra Israele e i Palestinesi, negoziati durante i quali arrivarono molto vicino ad un accordo.

DOSSANI: I negoziati di Taba?

CHOMSKY: Sì, i negoziati di Taba. Le due parti arrivarono molto vicine ad un accordo. Furono interrotti da Israele. Ma quella fu l'unica settimana in oltre 30 anni in cui gli Stati Uniti ed Israele abbandonarono la loro posizione di rifiuto. E' un vero tributo ai media e ad altri commentatori che tutto questo sia sotto silenzio. Gli Stati Uniti e Israele sono isolati. Il consenso internazionale include praticamente tutti. Include la Lega Araba, che ha superato le sue posizioni e ha richiesto la normalizzazione delle relazioni, include Hamas. Ogni volta che si legge di Hamas nei giornali c'è scritto: "Hamas, supportato dall'Iran, vuole distruggere Israele". Prova a trovare una frase che dica "il partito di Hamas, democraticamente eletto, che chiede un accordo bilaterale". Bé, certo, è un buon sistema di propaganda. Anche nella stampa americana hanno occasionalmente permesso lettere di dirigenti di Hamas, Ismail Haniya ed altri, che hanno dichiarato "sì, vogliamo un accordo bilaterale sui confini internazionali, come chiunque altro".

DOSSANI: Quando Hamas ha adottato questa posizione?


CHOMSKY: Questa è la loro posizione ufficiale presa da Haniya, il leader eletto, e Khalid Mesh'al, il loro leader politico in esilio in Siria, ha scritto la stessa cosa. E' sempre così. Non c'è dubbio che l'occidente non voglia sentire queste cose. E quindi Hamas ha l'obiettivo di distruggere Israele. E in un certo senso è vero. Ma andando in una riserva di Indiani Americani sono sicuri che molti vorrebbero vedere la distruzione degli Stati Uniti. Se in Messico si facesse un sondaggio sono certo che molti non riconoscerebbero il diritto degli Stati Uniti di esistere su metà del Messico, terra conquistata in guerra. Ed è così in tutto il mondo. Ma loro hanno la volontà di accettare un accordo politico. Mentre Israele e gli Stati Uniti no. E sono gli unici, ma siccome sono gli Stati Uniti che di fatto hanno il controllo della politica nel mondo, non si fa. Qui si presenta sempre la cosa come se gli Stati Uniti avessero il dovere di coinvolgersi di più; che sono mediatori onesti; che il problema di Bush è stato di aver ignorato il problema. Non è questo il problema, bensì l'opposto. Gli Stati Uniti sono stati molto coinvolti, coinvolti nel bloccare un accordo politico e fornire il supporto materiale, ideologico e diplomatico per i programmi di espansione, che sono nient'altro che programmi criminali. Le corti mondiali, incluse quelle americane, hanno sancito che ogni trasferimento di popolazione nei territori occupati è una violazione di una legge internazionale fondamentale: la convenzione di Ginevra. E pure Israele è d'accordo. Infatti anche le loro corti sono d'accordo, ma in qualche modo riescono ad aggirarla. Non c'è dubbio su questo. In qualche modo è accettato negli Stati Uniti che Israele sia uno stato fuorilegge. La legge non si applica a noi. Ecco perché non se ne parla mai.

Sameer Dossani, un contributore di Foreign Policy In Focus, è il direttore di 50 Years is Enough e di blog a shirinandsameer.blogspot.com

TRADUZIONE DI DANIELE MENNELLA


E voi cosa state facendo nel frattempo? Guardate il Grande Fratello?

venerdì 9 gennaio 2009

Gazettone


Capodanno a Gaza: fuochi artificiali inclusi nel prezzo.

Quello che sta accadendo a Gaza è l'ennesima dimostrazione di forza (scellerata, criminale) dello stato israeliano su uno stato militarmente inferiore, un atteggiamento intimidatorio che ha il sapore dell'atto terroristico - che proprio nell'atteggiamento intimidatorio ha la sua natura. Come già per la recente guerra in Libano, colpisce la disumana e inferocita sproporzione dell'azione israeliana: a fronte di quattro morti sul loro territorio, ne stanno facendo a centinaia nella Striscia di Gaza.

"Casualmente", poi, nei giorni scorsi hanno colpito una scuola.
(Ad ognuno i suoi metodi: loro le bombe, noi il Decreto Gelmini.)

I media - narcotizzatori - sembrano stare tutti dalla parte di Israele, e se anche puntano il dito sullo squallore della guerra (una tematica che rischia di divenire un concetto di destra, visto quanto viene svuotato di una vera opposizione ad essa), comunque sono tutti unanimamente concordi che lo stato israeliano ha diritto di difendersi.
Ma siamo davvero sicuri di sapere chi si sta diffendendo da chi?

Innanzitutto, cenni storici.
Gli abitanti di Gaza - che ammontanto a un milione e cinquecentomila persone - non abitano la striscia di loro spontanea scelta. Vi furono deportate nel 1948. (La salma di Hitler sorrise nel vedere che la sua lezione era stata capita.)
L'occupazione della Striscia di Gaza è avvenuta durante la guerra dei sei giorni, nel 1967 (Hitler rideva sguaiato: che allievi stupendi!), e rimase tale fino a quando non avvenne la ritirata, nel 2005. Ritirata di facciata: Israele infatti controlla ancora l'accesso e il movimento delle persone, l'import e l'export, lo spazio aereo cos come l'accesso alle zone portuali: in pratica l'economia della regione è gestita da uno stato straniero, non più occupante nei fatti ma ancora tale negli effetti.

Poi - buh, che spavento! - Hamas nel 2006 vince le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese. Conseguenza? Israele, con l'appoggio complice degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, ha lentamente controllato e limitato l'approvvigionamento di carburante, elettricità eccetera, che stanno creando gravi problemi alla popolazione locali, tra i quali: igiene, assistenza medica, approvigionamenti alimentari, accesso all'acqua e trasporti.

Possiamo dire di più.
Il cessate-il-fuoco voluto da Israele è stato lo stato della Stella di David stesso a violarlo, nel novembre scorso, con un bombardamento atto - questo il tono ufficiale - a colpire alcuni capi di Hamas.

Altra considerazione.
Davvero ci troviamo di fronte ad una guerra per la "giustificata" difesa (e chi non la giustifica, in fondo? io, per esempio) dello stato di Israele contro i terroristi di Hamas?
Sentite cosa disse Moshe Yaalon nel 2002, quando era capo delle forze di difesa israeliane: "Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto."
Non vi stupisce tutta questa umanità racchiusa in una sola frase?

Chiudiamo con Hamas e il suo rapporto iniziale con Israele. Quando nacque questa organizzazione - che è anche movimento politico; che è anche eradicamento sociale fra i palestinesi - era il 1987. All'epoca Israele era in piena guerra con Arafat e il suo Al-Fatah. Ad Israele la nascita di Hamas era una manna dal cielo, in quanto spaccava in due il fronte dei palestinesi, quindi risultava quantomeno funzionale per Tel Aviv.
Così Israele ne incoraggiò e velocizzò la costituzione.
Prima nutrono il mostro, poi si lamentano se puzza e ringhia di notte.
Ricorda qualcosa?
Come dite? USA-Saddam Hussein? USA-Talebani? USA-bin Laden?
Voi siete in malafede!
(Viva la malafede!)

I palestinesi leggeranno questo post e rideranno di stenti.

Free Gaza Now! Non un giorno di più!

martedì 11 novembre 2008

Di nano in nano: Brunettopoli


Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Indirizzi per il nuovo contratto dei salariati della Pubblica amministrazione

1 - GIORNI DI MALATTIA
Non sarà più accettato il certificato medico come giustificazione di malattia.Se si riesce ad andare dal dottore si può benissimo andare anche al lavoro.

2 - GIORNI LIBERI E DI FERIE
Ogni impiegato riceverà 104 giorni liberi all'anno. Si chiamano sabati e domeniche.

3 - BAGNO
La nuova normativa prevede un massimo di 3 minuti per le necessità personali.Dopo suonerà un allarme, si aprirà la porta e verrà scattata una fotografia.Dopo il secondo ritardo in bagno, la foto verrà esposta in bacheca.

4 - PAUSA PRANZO
4.1 - Gli impiegati magri riceveranno 30 minuti, perché hanno bisogno di mangiare di più per ingrassare.
4.2 - Quelli normali riceveranno 15 minuti, per fare un pasto equilibrato e rimanere in forma.
4.3 - Quelli in sovrappeso riceveranno 5 minuti, che sono più che sufficienti per uno slim fast.

5 - AUMENTI
Gli aumenti di stipendio vengono correlati all'abbigliamento del lavoratore:
5.1 - Se si veste con scarpe Prada da euro 350,00 o borsa Gucci da euro 600,00, si presume che il lavoratore stia bene economicamente e quindi non abbia bisogno di un aumento.
5.2 - Se si veste troppo poveramente, si presume che il lavoratore debba imparare ad amministrare meglio le sue finanze e quindi non sarà concesso l'aumento.
5.3 - Se si veste normalmente vuol dire che il lavoratore ha una retribuzione sufficiente e quindi non sarà concesso l'aumento.

6 - PAUSA CAFFE'
Le macchine erogatrici di caffè/the saranno abolite.Ai lavoratori che lo richiederanno, all'inizio dell'orario di lavoro sarà messa sulla scrivania una tazzina piena di buon caffè/the caldo che potranno bersi durante la pausa comodamente seduti sulle loro sedie senza alzarsi e perdere tempo a raggiungere il distributore.Per chi volesse anche uno snack (ingordi) vi preghiamo tornare al punto 4.

7 – STRAORDINARI
Gli straordinari non saranno piu' pagati...se decidete di restare in ufficio oltre l'orario di lavoro significa che non avete altro da fare a casa quindi dovreste solo ringraziarci, se non ci fossimo noi vi annoiereste fuori di qui.

Vi ringraziamo per l'attenzione e Buon lavoro!
P.S. - Per aver letto questa e-mail in orario di lavoro vi verranno trattenuti 4 minuti di stipendio.
Segnala

lunedì 3 novembre 2008

Va in diretta il malore!

Ieri, durante un intervista nella trasmissione "Questa domenica", Giulio Andreotti - senatore a vita e tutto il resto - ha avuto un lieve malore.
Il senatore è apparso con lo sguardo vacuo e non rispondeva alle domande di Paola Perego - e quindi tutti non avevano compreso che si trattava di un malore, ma credevano fosse legittima difesa.

Il senatore a vita si è comunque ripreso abbastanza in fretta e adesso sta bene: il malore gli è stato prescritto.

lunedì 27 ottobre 2008

Eh, lo voleva...

Sì è sposato l'uomo più grasso del mondo!!!
(Uso lo stesso entusiasmo utilizzato del giornalista di Studio Aperto, che ne parla come se si trattasse di un evento storico...)
Per convolare a nozze, è arrivato a perdere fino a 200 chilogrammi!

Benedetto ragazzo... non lo sa che il matrimonio fa ingrassare?

sabato 25 ottobre 2008

La cosa - fascista - tornata su questo mondo


dal sito www.governo.it (http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf)

(In corsivo e tra parentesi: considerazioni mie...)

"INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI

ROMA - Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.
Ma poiché l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitico Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
(Ha fatto talmente bene che il giorno dopo sì è addirittura smentito da solo... Ma continuate a leggere, che poi l'intervista migliora!)

Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno».
(Ho già un brivido che mi corre lungo la schiena...)

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
(Ah, meno male.. ci sono categorie che possono vivere e rimanere incolumi dunque...)

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
(Queste tre le accorpo in un unico commento: si chiama strategia della tensione. E così si fermerrebbe il terrorismo? E' stata proprio questa la miccia che l'ha alimentato. Visto che tutti venivano considerati criminali, qualcuno ha ben pensato che saltare dall'altra parte non era poi questo gran salto! Passano gli anni ma Cossiga rimane sempre un macellaio del dissenso!)

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
(Chi non riga dritto, spacchiamo teste insomma. Dev'essere scritto nella Costituzione, no? No.)

Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
(No, il suo non è un paradosso... Ahinoi...)

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».
(Balle! Questa è la ricetta fascistoide: menare e castrare la rivolta e il dissenso!)

Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
(A distanza di anni, Cossiga cerca ancora di giustificare una fallimentare politica liberticida mentre era al ministero degli Interni. Ma non può farlo con tanta disinvoltura. Nessuno si ricorda più i carri armati? Nè tanto meno i poliziotti che potevano sparare? Secondo voi, chiedo, cosa ha alzato la tensione in quegli anni?)

E' dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
(No, le Br nacquero perchè qualcuno - torno a ripetere: strategia della tensione - ha soffiato su quel fuoco. L'ha fatto divampare. E quel qualcuno si chiamava... aspetta, fatemi memoria... ah sì... Fancesco Cossiga himself!)

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
(E fin qui...)

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all'inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com'era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».
(Insomma, Cossiga ci dice che Berlusoni deve essere più prudente per attendere il momento giusto per massacrare docenti e studenti riottosi solo quando l'opinione pubblica sarà tutta dalla sua parte. Mi ricorda un certo Licio Gelli e la sua P2, non so perchè...)

State accorti ragazzi, antenne belle tese...
La cosa fascista sta tornando su questo mondo!

venerdì 24 ottobre 2008

Pubblico una mail che mi è arrivata

Sono una studentessa del liceo classico e linguistico Orazio di Roma e spero che questa e-mail venga letta non solo da tutti gli studenti dell'Orazio ma anche da studenti provenienti da altre scuole, in quanto TUTTI dovrebbero sapere quello che sta succedendo e indipendentemente dal tipo di scuola che si frequenta, che sia liceo o istituto, indipendentemente dall'orientamento politico e dalla voglia di studiare che uno ha, bisognerebbe conoscere bene i provvedimenti attuati dal ministro Gelmini e le conseguenze che questi porteranno. Molti studenti hanno infatti manifestato il 10 e il 17 ottobre, molti manifesteranno il 30 insieme ai docenti e ai sindacati e tanti parlano di occupazione delle scuole. Manifestazioni e occupazioni sono l'unico modo che abbiamo di esprimerci ma putroppo gli studenti NON SANNO: ci deve essere quindi una sensibilizzazione riguardo ai cambiamenti dell'istruzione, bisogna sapere perchè si protesta e come. Questo è il motivo per cui scrivo questa e-mail sperando che giri il più possibile.I provvedimenti principali attuati dal ministro Gelmini che riguardano i licei e gli istituti sono:

-il voto in condotta farà media e si prevede quindi con un 5 in condotta automaticamente la bocciatura.
(questa brutta deficiente ritiene che sia un'arma contro il bullissimo senza capire che alla violenza non si risponde con la repressione!)
-decreto fiscale: nell'articolo 7 bis è previsto che per la messa in sicurezza degli edifici scolastici sia assegnato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma delle infrastrutture strategiche. Questo è un tentativo del governo di recuperare 7,832 mld di euro tagliandoli IN MANIERA MASSICCIA ALL’ORGANICO SCOLASTICO (che a casa mia significa meno fondi per le scuole...siccome già funzionano male, perchè non farle funzionare peggio...!)Le conseguenze del decreto fiscale sono classi più numerose, meno sostegno ai diversamente abili, scuole meno funzionanti, abolizione del tempo pieno. -Per acquisire o mantenere l’autonomia scolastica tutte le scuole devono avere una popolazione scolastica compresa tra 500 e 900 alunni nell’ultimo quinquennio (parametri ordinari previsti dal DPR n. 233/98). QUESTO RIGUARDA GLI STUDENTI DELL'ORAZIO E DEL NOMENTANO: si sta infatti attuando un 'ridimensionamento' delle due scuole che prevede che una parte delle succursali dell'Orazio ma anche della centrale sia unita con la succursale del Nomentano di casal Boccone. Ciò significa che quella scuola non sarebbe più nè liceo Orazio nè liceo Nomentano ma un istituto. Ma che istituto si può ottenere con una parte di liceo scientifico e una parte di liceo classico?!? I professori e i due dirigenti scolastici hanno espresso il loro parere negativo in merito, ma se la regione deciderà di attuare comunque i provvedimenti i docenti sono disposti a manifestare e ad organizzare dei sit-in davanti alle sedi.

La scuola non può più pagare l’incapacità dei governi di gestire le risorse pubbliche, per questo sin da subito abbiamo dato battaglia all’attuale governo e al decreto Gelmini. Il 30 ottobre 2008 si svolgerà lo sciopero nazionale (Roma appuntamento a Piazza della Repubblica ore 9,00.). Ma le manifestazioni non bastano! Tantissime scuole di Firenze, Pisa, Livorno e Lucca si sono già mobilitate per l'occupazione. A Roma è già occupato il liceo Mamiani e sono in lista i licei Tasso, Manara, Righi, Virgilio e Albertelli. Mi rendo conto che molti studenti hanno 'paura' e non sanno di cosa si tratti, ma L'OCCUPAZIONE o PRESIDIO PERMANENTE, E' UN 'INIZIATIVA NON VIOLENTA ORGANIZZATA IN QUANTO IL GOVERNO NON VUOLE ASCOLTARCI: IL NOSTRO UNICO SCOPO E' QUELLO DI COMBATTERE I DISAGI CHE LA SCUOLA ITALIANA PRESENTA. Per tutti quelli che credono che l'occupazione non servi a niente, rispondo che la mobilitazione scolastica è l'unica soluzione.
Ecco dieci buoni motivi:

1. NO ai tagli previsti dalla finanziaria, no ai tagli al personale docente e ATA
2. NO all’abbassamento di fatto dell’obbligo scolastico a 14 anni
3. NO alla reintroduzione del voto in condotta ai fini della bocciatura
4. NO al maestro unico
5. NO ai finanziamenti alle scuole private
6. PER un piano di investimenti straordinario per l’edilizia scolastica, la partecipazione all’interno delle scuole, e per migliorare la qualità dell’offerta formativa
7. PER la reintroduzione dell’obbligo scolastico a 16 anni, col progressivo innalzamento a 18 anni
8. PER la convocazione immediata del Forum delle associazione studentesche maggiormente rappresentative; gli studenti devono essere ascoltati
9. PER l’emanazione immediata di una circolare applicativa che, prevedendo una casistica precisa, impedisca l’utilizzo del voto di condotta come strumento di censura ai danni delle studentesse e degli studenti
10. PER una legge nazionale sul diritto allo studio, che abbatta la dispersione scolastica e renda possibile accedere ai saperi su tutto il territorio nazionaleGiovedì 23 ottobre nella sede centrale dell'Orazio si svolgerà l'assemblea d'Istituto: è importante la partecipazione di tutti! E' inutile rimanere a casa a dormire, dormi n'altro giorno!

Bisogna venire all'assemblea perchè si parlerà di questa possibile occupazione. E' importante che mandiate questa e-mail a tutti i vostri contatti, spargete la voce, l'informazione attraverso internet è l'unico modo per ottenere veramente qualcosa. Chiedo che la gente PARLI e si faccia avanti, che la gente protesti, manifesti, occupi! E chiedo anche agli studenti delle altre scuole di mobilitarsi ed occupare perchè 'TANTE SCUOLE INSIEME possono fare la differenza e far capire che ci siamo anche noi'.

martedì 9 settembre 2008

Impara il judo con Vladimir Putin

Ora, penserete che mi sta dando di volta il cervello. (Sta succedendo, in realtà, condizione per la quale potrei diventare Guardasigilli.) Eppure il titolo di questo post non è fantasioso, bensì il titolo di un docufilm in cui il premier russo insegna al suo popolo la nobile arte del judo. Dai creatori di Kung-fu Panda.
Nel docufilm si vede l'abilità di Vladimir Vladimirovic nel lancio attraverso la schiena dalle ginocchia, lancio afferrando il braccio sotto la spalla, aggancio della gamba dall’interno, pecorina, cunnilingus e salto della quaglia.

Vladimir Shestakov dichiara: «Vladimir Vladimirovic non ha avuto bisogno di nessun allenamento supplementare per fare le riprese, è un maestro in perfetta forma fisica che padroneggia tutte le mosse alla perfezione» E si commuove.
(Qui ci vorrebbe una battuta, ma la cosa è già spassosissima così.)

Prossimo docufilm in produzione: "Impara ad invadere uno stato confinante con Vladimir Putin!"
Oh no, scusate, l'hanno già fatto. E se posso dire... regia pessima!

giovedì 4 settembre 2008

Morte cerebrale

Nuovo attacco di Casa Vaticano alle questioni etiche. Ieri un editoriale pubblicato sull'Osservatore Romano precisa che per la dottrina della Chiesa, la morte cerebrale non può essere considerata morte a tutti gli effetti.
Ragazzi, più che diritto alla vita, questa sta diventando una minaccia di vivere.

Il protocollo di Harvard, redatto 40 anni fa e ancora assolutamente valido per la ricerca medica, ha spostato la dichiarazione di morte non più sulla base dell'arresto cardiocircolatorio ma sull'encefalogramma piatto. Vale la pena rammentare ai cardinali che questa decisione è alla base dell'espianto - e dunque del trapianto - di organi, un sistema accettato da tutti gli stati civili, esclusi il Giappone e - guarda caso - la Città del Vaticano.

Già nel 1991 un tal Cardinal Ratzinger si espresse negativamente nei confronti della morte cerebrale.
Ne disse una delle sue. Ecco qua:

"Più tardi, quelli che la malattia o un incidente faranno cadere in un coma 'irreversibile', saranno spesso messi a morte per rispondere alle domande di trapianti d'organo o serviranno, anch'essi, alla sperimentazione medica ('cadaveri caldi')"

Ratzi evoca Mengele. Usando lo stesso accento tedesco.

Ma è chiaro che la comunità scientifica non ci sta. Preoccupazione da parte di Carlo Defanti, primario all'ospedale Niguarda ("Se (...) in nome di un generica difesa della vita si va in rotta di collisione con tutto, allora la logica vorrebbe che l'attività di trapianto non possa essere più perseguita - la Repubblica, 3 settembre 2008), timori da parte dell'Aido: "Si crea confusione in un Paese dove gli organi donati bastano per un terzo delle persone che hanno bisogno." (la Repubblica, ibidem)

Categorico è invece Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, che afferma che i principi stabiliti ad Harvard sono ancora validi senza riserve. La morte cerebrale, ci spiega, viene accertata quando cessano le funzioni del cervello e diagnosticata con mezzi strumentali. Viene confermato l'encefalogramma piatto in quanto le cellule sono morte e non mandano segnali elettrici.
I rilievi clinici sono chiari e si basano su:
  1. assenza di coscienza;
  2. assenza di respiro spontaneo;
  3. assenza dei riflessi cranici (come, ad esempio, la luce nella pupilla).

Nanni Costa dichiara: "C'è un enorme differenza tra morte cerebrale e stato vegetativo persistente: nel secondo caso le cellule sono sofferenti ma vive, mandano segnali elettrici, il soggetto rerspira da solo, ha riflessi cranici, insomma la persona è viva. (...) In Italia ogni anno ci sono oltre 2 mila accertamenti di morte cerebrale, e in nessuno di questi processi conclusi si è avuto altro termine se non il decesso della persona." (la Repubblica, ibidem)

Un test per i cardinali del Vaticano? Provate a fare recitare il rosario ad una persona cerebralmente morta. Se ce la fa, avete ragione voi!

Ha ragione la Chiesa? E infatti fra quattro anni si terranno i primi Giochi Olimpici per cerebralmente morti. (Non vedo l'ora di vedere i 110 ostacoli...)

Ma forse tutta questa sterzata verso un monolitico e fanatico diritto alla vita significa che in Paradiso stanno ristrutturando.

martedì 2 settembre 2008

Google vota a favore della censura!

Il 13 maggio scorso - le notizie arrivano per bocca d'altri, quindi prima bisogna togliergli la saliva - il Cda di Google è stato chiamato per votare queste due mozioni:

  1. Limitazione delle ricerche filtrate in modo da contrastare la censura - ad esempio in paesi come la Cina.
  2. Maggiore impegno da parte di Google per la diffusione e la salvaguardia dei diritti umani.

Ebbene, il Cda di Goggle alla fine ha preferito respingere entrambe queste due mozioni!!! La Cina ringrazia, s'inchina e pesta a sangue il Dalai Lama.

Per ora, i 150 milioni di navigatori cinesi dovranno accontentarsi di un'informazione parziale. Il Grande Firewall, o la Grande Muraglia, come è stata soprannominata, continua a filtrare concetti come democrazia, libertà di stampa, diritti e pluralismo. I 30mila tecnici al servizio del governo continuano il loro lavoro quotidiano. Assistiti da raffinatissimi software che permettono di rintracciare, filtrare, cancellare, modificare o bloccare informazioni ritenute "sensibili", come la strage di piazza Tiananmen o l'invasione del Tibet, un attimo prima che raggiungano gli schermi dei computer dei cittadini. E c'è chi, come Google, gli dà una mano.

Quindi, sul web nulla di nuovo. Manuela Arcuri è ancora nuda.

Alitalia New Wear!

Abbiamo intervistato il nuvov stylist di Lady Alitalia, tale Diengi, che si è proposto per rifare l'immagine ad una signora che un po' se l'era persa per strada. Vediamo cos'ha da dirci.

Signor Diengi, è stata dura rifare il guardaroba di Lady Alitalia?
Dura? E' stata un'impresa! Ma come si fa, dico io! Quello prima di me ha fatto uno scempio, le ha fatto spendere un sacco di soldi per niente, soldi buttati in sprechi assurdi. E Lady Alitalia - me ne sto rendendo conto - è abituata e tendenzialmente incline allo spreco. Pensi che quando ha licenziato il suo vecchio stylist, questo ha preteso una buona uscita di quattro milioni di euro. E lei glieli ha dati! Pazzesco.

Davvero la situazione era così tragica?
Lady Alitalia è stata vista due mesi fa correre per strada nuda gridando: "Non ho più un euro! Non ho più un euro!" L'entourage si è sbrigato a smentire la notizia uscita su tutti i giornali, ma a presceindere dall'episodio in sè, credo che l'immagine di Lady Alitalia sia da rifare completamente. Si è irrimediabilmente compromessa.

Ha già qualche idea?
Intanto sono occupato a cucirle le pezze al culo. Una necessità che svolgo con un po' di frustrazione , ma tant'è. Quindi un bel foulard la svecchierebbe di sicuro. Poi, basta con quelle righe bianche rosse e verdi! Variopinta, un po' di rosso e blu che fa tanto bandiera francese, ma senza esagerare, sia chiaro! Puntiamo al made in italy, coem sempre. Ci vuole qualcosa che la faccia decollare, tornare ai livelli che aveva anni fa. E basta con gli sprechi! Quella borsa senza senso per esempio... Via via! Inguardabile!

Pensa che Lady Alitalia possa risollevarsi?
O lo fa entro settembre o sono cazzi per tutti!

mercoledì 27 agosto 2008

Rischio Balcani

La Repubblica dell'Ossezia del Sud non è un'entità territoriale contigua. È piuttosto una sorta di scacchiera tra città abitate da Georgiani ed altre abitate da Osseti e villaggi sparsi in un arco attorno alla più grande città osseta, Tskhinvali. La capitale e molte delle altre comunità-villaggio Ossete sono amministrate dal governo separatista che ha sede a Tskhinvali, mentre le comunità e i villaggi a maggioranza georgiana sono sotto il controllo del governo Georgiano. Questa vicinanza e l'interazione delle due comunità ha dato luogo ad un conflitto particolarmente aspro nella regione, con tentativi di attuare una pulizia etnica territoriale che hanno prodotto trasferimenti di popolazione su larga scala.

Il rischio di genocidio nella regione è alto.
Ringraziamo Russia e Georgia di darci l'opportunità di vedere nuovamente una situazione balcanica in Europa.
E intanto... incrociamo le dita.

martedì 26 agosto 2008

Russia connection

Scoppia un bubbone nel cuore dell'Europa, di nome Wladimir Putin. E la Russia invade la Georgia, rea di non permettere l'indipendenza della regione dell'Ossetia del Sud, futura sede staccata della Gazprom.

Si attiva subito l'Unione Europea.
"Bisogna fare qualcosa per Tbilisi."
Hanno ragione, bisogna fare qualcosa. Tbilisi è impronunciabile.

Ridda di voci e smentite.
Tbilisi: "La Russia punta dei missili sulla capitale!"
Mosca: "Non è vero!"
Tbilisi: "La Russia non ha iniziato il ritiro!"
Mosca: "Non è vero!"

Una tecnica che può rendere la nostra vita più facile.
"Andrea, riordina la camera!"
"Mamma, l'ho già fatto..."
"Non è vero! E' tutta in disordine!"
"E' propaganda del nemico, mamma..."

Durante la crisi, Frattini fa di tanto in tanto una dichiarazione. L'altro giorno ha detto: "Dov'è la Georgia?"
E intanto, un altro po' e Tbilisi diventava un sito archeologico.

Ah, la Russia di Putin.
Una ne fa e l'altra pure.

Postilla: Ossezia libera ed indipendente, dice Mosca. E la Cecenia, allora? La Cecenia ha cercato di far sentire la sua voce in proposito, ma Putin la stava strangolando.

Postilla 2: ovviamente la cosa si è trasformata in una faida sotterranea fra USA e Russia. Già si paventa, da parte di numerosi comemntatori, il rischio di una vuova guerra fredda fra Washington e Mosca. Meno male! Credevo che il mondo mi soppravivesse...

martedì 5 agosto 2008

Col pluralismo ci si pulisce il culo!

L'approvazione al Senato - tamite voto di fiducia - dell'articolo 44 del decreto 112 del 25 giugno 2008, il taglio drastico dei contributi ai giornali, rischia di vedere chiuse testate giornalistiche di tipo cooperativo e non profit, mentre vanno a non intaccare affatto i giornali dei grandi gruppi (Rcs, Mondadori, Confindustria, Gurppo Espresso - leggete niente di strano? vi presto i miei occhiali...).
La squallida manovra politica è blindata dal voto di fiducia, e tutti i 67 emendamenti posti in essere da politici di entrambi gli schieramenti politici (nonchè il parere negativo della Commissione Cultura) sono stati cassati!
Tecnicamente, non siamo più in democrazia.

Le testate che, tra le altre, rischiano la chiusura sono:
il Manifesto
il Corriere Mercantile
Cittadino Oggi
Corriere di Forlì
Nuovo Corriere Bari Sera
Rinascita
Carta
Salvagente
Voce di Mantova
Cronaca
Area
Corriere Nazionale
Metropoli Day

E questa è solo una parte delle decine di testate a rischio chiusura.
I danni di Beppe Grillo e del suo assurdo V-Day2 stanno distruggendo il pluralismo dell'informazione e portando in auge una sorta di fascismo di stampa, nel quale solo le testate che hanno introiti di rilievo perchè appartenenti a gruppi industriali (il Giornale, la Repubblica) continueranno tranquillamente a pubblicare, mentre chi se ne sta fuori da certi giri di potere economico (ad esempio, il Manifesto) rischiano di chiudere.
Risultato: scomparsa totale di un'informazione libera, indipendente e non inquinata.
Al prossimo V-Day di Grillo so chi mandare affanculo!

La fede di Fede

Parliamo di Emilio Fede, giornalista superpartes.
Molti si arrabattano a dire che il Tg4 dell'Emilio slinguazzone non è all'altezza dei tg nazionali. Oh sì che lo è, se lo paragoni a Studio Aperto. (Tg4, Studio aperto: scusate, avevo un accumulo di cianfrusaglie.)

Ora, tutti a dire che Rete4 deve andare sul satellite. Fede non è d'accordo: sul satellite non si organizzano tornei di poker.
A Fede piace giocare a poker perchè, quando gli viene una coppia di donne, chiude gli occhi ed immagina che siano lesbiche.
Rete4 deve andare sul satellite perchè le sue frequenze sono illegali, ed usurpano quelle di Europa 7, legalmente acquisite tramite concessione pubblica. Hanno cercato di mettere tutto a posto tramite Legge Gasparri - la balla è colossale: apriamo le porte al digitale terrestre, così si libera mercato. Ma siccome l'Ue ci vede bene, adesso paghiamo ogni giorno 400.000 euro di multa perchè quella legge favorisce smaccatamente l'impero di Mediaset.
(Cioè, è Berlusconi che ci guadagna ma la multa la paghiamo tutti. Mi preoccupo per le diottrie dell'Ue!)

400.000 euro al giorno. Se divise per 30.000.000 di contribuenti circa fanno trenta centesimi a testa ogni mese. In pratica ognuno di noi paga all'Ue quattro caffè all'anno, che moltiplicato per tutti sono 120.000.000 di caffè.
Ieri sono stato al bar e ho ordinato un caffè. Non l'ho pagato: l'ho fatto mettere sul conto di Gasparri.

Ma attaccare Fede è da vigliacchi.
Perchè la sua è una religione: il leccaculismo.
E poi, non tutto di Fede è da buttare. Mi ricordo i tempi in cui dirigeva il Tg1, e - dopo le notizie drammatiche della giornata - concludeva l'edizione con un conciliante: "Non c'è speranza! Non c'è speranza!"

Fede è talmente ligio al suo credo che da juventino e diventato milanista. Perchè non è la squadra del cuore, ma il culo da leccare che non si cambia mai.

Non tutti sanno che...
Sulla lingua di Fede, c'è il simbolo dell'euro.