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lunedì 20 aprile 2009

Mal costume, niente Vauro


Terremotati d'Italia e terremotate d'Italia, ci tocca un nuovo tuffo fra le macerie della libertà di espressione del nostro genere preferito. (Come dite? Del genere pornografico? Su, siate seri...) Ancora una volta ci troviamo di fronte alla museruola stretta stretta di chi vorrebbe che la satira si esprimesse entro certi limiti, trattando alcuni argomenti anzichè altri e magari... magari... non toccasse gli interessi di questo o quel potentone di turno.

Meno male che c'è Vauro. O meglio, c'era.

E' bastata una vignetta, una vignetta soltanto e il vignettista è stato sospeso "in via cautelativa e da subito" dal suo posto di lavoro. Forse non gli avevano detto che il suo era un contratto a progetto, e che il progetto era quello confezionatogli addosso dai zelantissimi consiglieri Rai, e non quello che dovrebbe essere il progetto satirico: esprimersi in assoluta libertà di intenti, argomenti, contenuti. Se non vogliono questo, smettano di proporre progetti. Ci troveremo di fronte ad una televisione piatta, ingrigita, tutta isole e fattori X, e con zero spazio per approfondimenti e riflessioni - anche caustiche come quelle che propone la satira.

Ora, il problema: la vignetta di Vauro Senesi è satira?
Risponde la Rai che la vignetta sarebbe «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico».
Dunque... no.
Rispondo io - e non solo io... che poi chi sarei io? sono solo io - che sì, è satira, eccome se lo è! Tutte le vignette di quella puntata di Annozero vertevano sulla tragedia e soprattutto sulle responsabilità - che tra l'altro stanno emergendo di giorno in giorno - che hanno condotto alla tragedia. Dunque, in questo quadro d'intenti, la vignetta è senz'altro contestuale.
E allora, perchè Vauro è stato sospeso se ha di fatto solamente svolto con professionalità il suo lavoro?
Sentite quale richiesta si lega alla sospensione di Vauro.

Mauro Masi scrive che nella puntata successiva è chiara la necessità che sin dalla prossima puntata siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi
Ah, ecco cos'è! Qui si vuole dire a chi di dovere di dire ciò che gli viene detto di dire da chi di dovere.
Qualche coda di paglia in giro?

Intanto, Vauro non c'è. Anzi... sì.
Perchè nella puntata successiva, Vauro mada una serie di vignette, La Via Crucis del Precario.
Da precario e vittima della crisi economica, posso solo dire:
Grazie, Vauro! E torna presto!

martedì 29 gennaio 2008

Emineeenz!

Con uno scatto d'orgolgio tipico di una mangusta, il Card. Ruini ha dichiarato che non disedgna affatto il nomignolo affibbiatogli da Luciana Littizzetto, e che anzi anche la sua segretaria ha preso a chiamarlo Eminenz.

Ci congratuliamo con lui per aver riempito cinque minuti di telegiornali e mezza pagina di quotidiani dandoci questa notizia straordinaria! Forse, grazie a questo, il panda gigante non si estinguerà!

Tutto questo per dire che la Chiesa accetta la satira. Con buona pace di Daniele Luttazzi.
Ma eccoci alla rivelazione straordinaria: quale satira? Quella della Littizzetto è disquisizione di basso contenuto, che ricava la risata non dagli argomenti, ma dallo sfottò e dalla macchietta - chiamarlo Eminenz sarà anche irriverente, ma non mi pare un grande attacco alle gerarchie ecclesiastiche.

Suvvia, Luciana, fai la comica pura e basta. La satira:
1. non la sai fare;
2. guarda che combini!
Mamma mia!

martedì 22 gennaio 2008

Forattini fora

Ieri sera, Giorgio Forattini - uno che fa satira su Il Giornale, di proprità di Paolo Berlusconi, fratello del più noto Silvio, e intanto si fa beffe di tutti noi dichirando che la satira è "contro il opotere" - Forattini, dicevo, va ospite a "Niente di personale" di Antonello Piroso - sigla "ndp", che sta per "non diciamo puttanate - ci da una gustosa lezione di satira.
Grazie maestro, a quando le punizioni corporali?
Durante questa lezioncina ci dice che con la sinistra al potere, la satira è sparita dai media.

FALSO!

Abbiamo un elenco, perciò elenchiamo:

1.
A fine anni Ottanta, Luttazzi fa una battuta, in un programma Rai, sul Partito Socialista. Tolto di mezzo! La satira c'era, ma loro l'hanno imbavagliata.

2.
Per lo stesso motivo, allontanato dalla Rai anche Beppe Grillo.

3.
Durante i primi due Governi Prodi e quello D'Alema, Guzzanti e Dandini presentano "L'ottavo nano", in cui la satira contro il centrosinistra è evidente. Da ricordare la parodia di Rutelli-piagnone durante la campagna elettorale.

4.
Nel suo "Satyricon", Luttazzi attacca spesso il centosinistra e Rutelli come loro candidato. Ma nessuno sembra ricordarselo.

5.
Il Decameron di Luttazzi, su La7, era fortmente critico nei confronti del Governo Prodi e del nascituro Partito Democratico.

Cambiando l'ordine dei fatto, le persone in malafede non cambino!

lunedì 21 gennaio 2008

Family Day e "Striscia la sporcizia"

Mastella si è dimesso dopo essere venuto a conoscenza degli arresti domicialiri comminati a sua moglie, Sandra Lonardo, per un tentativo di concussione. In serata si viene a sapere che anche l'ormai ex Ministro di Grazia e Giustizia è sottoposto ad indagine per ben sette reati contestati. Concorso in concussione, tentata conussione, concussione ai danni del Presidente della Regione Bassolino, abuso d'ufficio, falso. Ehilà! En plein!
Si viene poi a sapere che anche Camilleri, che è il padre della moglie del figlio di Mastella, è agli arresti.
Lui, la moglie, il consuocero... Wow! Ragazzi, ci sono gli estremi per un nuovo Family Day!
Amoninne, difendiamo i sacri valori della famiglia, picciotti...

Politica scossa dalla magistratura, gran parte dell'Udeur sotto inchiesta (un appello ai magistrati di Napoli: non bruciate l'Udeur, c'è il rischio diossina), e intanto entra in campo, decisa come una pavida giumenta, Striscia la notizia, che ci confeziona un filmato ad hoc su Clementino!
Antonio Ricci. dimostrando che sbattere la testa sugli spigoli fa alquanto male, rimette in video un vecchio filmato di Mastella a Berlino, in cui - udite udite! - mette in luce la scarsa attitudine del politico nell'usare la lingua inglese.
Se questa è satira, io faccio il clown al circo!
E brava Striscia. Prima o poi ti smaltiremo con i rifiuti di Napoli!

martedì 11 dicembre 2007

La satira è volgare? Bene, allora...

Segnale orario
"E' mezzanotte, teste di cazzo!"

Meteo
"Domani avrete della cazzo di nebbia, e da qualche parte la pioggia di merda di qusti giorni si intensificherà finchè i fiumi strariperanno e vi inonderanno il culo. Qualche stronzo potrà godersi un caldo sole."

Tg
"Benvenuti a questa cazzo di edizione della notte. Se andaste a letto, brutti stronzi, io non dovrei stare qui a leggere queste fottute notizie e a far partire questi fottuti servizi, porca puttana!"

lunedì 10 dicembre 2007

L'intuizione

Sull'onda del nuovo editto che l'ha colpito, ho aquistato sabato Lepidezze Postribolari (ovvero Populorum Progressio) di Daniele Luttazzi. Lo leggo un po' e trovo questa battuta:

"Scoperto in Antartide il ghiacciaio più vecchio del mondo. Ci verseranno il whisky più vecchio del mondo."

Circa un mese fa io ho postato con il titolo "Antartide" (potete controllare), la battuta:

"Scoperto in Antartide il ghiacciaio più vecchio del mondo. Sono contento: ora so dove versare il mio whisky più vecchio del mondo."

Il caso è presto svelato: evidentemente io e Luttazzi abbiamo letto la stessa notizia e abbiamo avuto la stessa intuizione. Questo mi solleva dalle possibili accuse di plagio.

L'intuizione risulta invece ufficialmente indagata per la seguente inercettazione:

Intuizione: "Andrea?"
Andrea: "Sì?"
Intuizione: "Ciao, sono Intuizione..."
Andrea: "Ehi, ciao! Dimmi tutto!"
Intuizione: "Ho una battuta da proporti sull'Antartide. E' di Luttazzi."
Andrea: "Battute sull'Antartide di Luttazzi? No, meglio le mie. Antartide: una squadra di ricercatori hanno inventato un nuovo tipo di sorbetto masturbandosi all'aperto."
Intuizione: "Ah ah ah! Carina... Ma quella di Luttazzi è meglio. La vuoi?"
Andrea: "Io non plagio!"
Intuizione: "E dai... non fare il difficile..."
Andrea: "No!"
Intuizione: "E che ti costa? Tanto, se ti scoprono, puoi dare sempre la colpa a me, no?"
Andrea: "Ehm... e va bene, mi hai convinto, ma..."
Intuizione: "Certo, certo (omissis) non preoccuparti, io farò solo da (incomprensibile), d'accordo?"
Andrea: "Okay e... grazie..."
Intuizione: "Figurati. Ah, ti saluta... (omissis)"

Auguro alla mia intuizione di uscire pulita da questa vicenda. Sciacalli!

Dal sito di Daniele Luttazzi

Daniele scrive.


"Pochi minuti fa ( domenica 9/12, ore 23 e 22 ) i dirigenti di La7 hanno fatto dire in diretta a Maurizio Crozza che non è vero che stiano cancellando tutto il girato di Decameron.
ATTENTI: smentiscono che non lo stanno facendo. MA LA NOTIZIA E' CHE LO FARANNO DOMATTINA. Alle 10. Quando aprirà la saletta di montaggio.
La classica smentita che non smentisce.
LA CANCELLAZIONE DEL GIRATO DI DECAMERON ( già trasmesso e ancora da trasmettere ) E' UN SOPRUSO DI UNA GRAVITA' INAUDITA! NON E' AMMISSIBILE! E' INTOLLERABILE! MI RIPUGNA IL SOLO PENSIERO! NON SI DISTRUGGE L'ARTE! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!"

Sono talmente costernato che ho cominciato a sedurre la mia indignazione.

domenica 9 dicembre 2007

La7. "Dite quello che volete, purchè non sia quello che noi non vogliamo."

Il caso è noto da un paio di giorni, ma io ho atteso per trattarlo perchè non volevo scrivere semplicemente di pancia.
Credo sia giusto andare con ordine:

Sabato 1 dicembre, La7, 23.30 (l'orario è importante).

Va in onda la quinta puntata del Decameron di Daniele Luttazzi. Una puntata speciale, che vede un lungo monologo (intitolato Come uccidere provocando inutili sofferenze) in cui il comico di Santarcangelo di Romagna immagina di essere stato reclutato dal governo (assieme ad Aida Yespica, Manuela Arcuri, Alena Seredova, Giancarlo Giannini e Raul Bova) per un tour di spettacoli in Irak atto a sollevare l'umore delle nostre truppe impegnate in quel contesto. Un lungo monologo di un'ora circa, con battute ogni cinque secondi, un'infilata pazzesca di satira connessa a momenti di pura comicità, qualcosa che non avevo mai visto fare in televisione da nessun comico (satirico o meno) e che mi ha lasciato con il commento: "Sublime!" stampato in testa.
Durante la puntata (e più o meno ad inizio monologo), va in onda questa battuta:

Una donna fa l'elenco a Daniele delle morti nel contesto della guerra in Irak, poi chiede:
"Daniele, come si può sopportare tutto questo?"
E Daniele:
"Io ho un mio metodo. Pensa a Giuliano Ferrara immerso nella vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso e Previti che gli caga in bocca e la Santanchè vestita da sadomaso che li frusta entrambi."

Giovedì 6 dicembre, La7, 0.10.

La puntata va in onda in replica, decido di registrarla per riguardarmela meglio. La riguardo, rido come non facevo da anni davanti al televisore. La battuta su Ferrara c'è ancora. Nessuno l'ha tolta. Nessuno si è nemmeno lontanamente sognato di non mandare in onda la replica. Tutto normale quindi?
Eh no!

Venerdì 7 dicembre, tarda serata, agenzie infuocate.

La7 comunica che il Decameron di Daniele Luttazzi è stato sospeso (sospeso, non cancellato: le parole sono importanti) per "offese nei confronti di un nostro collaboratore".

Ora, premesso che la battuta non era nemmeno nuova (risale al 2001/2002, contenuta nel libro Satiricon), premesso che nemmeno io l'ho trovata divertente, quello che mi viene da dire è questo.

1. BENE LA CRITICA, ANCHE VIOLENTA, MA LA CENSURA NO!
La7 parla di mancanza di responsabilità della libertà datagli da parte del comico. Se dai la libertà, come fai a delimitarne il confine fra l'uso responsabile e quello irresponasbile? La libertà è una dimensione individuale quando viene acconsentita come massima. Nessuno può dirmi "massima libertà" e poi rinfacciarmi "quello non lo dovevi dire/fare" appena ne ha l'occasione. Sul fronte della satira, l'ho già spiegato, non esiste per essa né il campo dell'evitabile (quindi del cattivo gusto; ambito non presente nella satira), né il campo della convenienza. Esiste solo il materiale satirico, scevro da condizionamenti. La domanda potrebbe essere: "La libertà che La7 ha dato a Luttazzi all'inizio, era vera libertà di interpretare la satira secondo le proprie inclinazioni o era già di partenza una libertà sub judice?" Il problema sta tutto qui: Luttazzi non poteva dire (come si era illuso; come ci eravamo illusi un po' in tanti) tutto quello che voleva, ma solo tutto quello che La7 voleva. Travalicato questo confine, il suo show è stato sospeso.

2. SOSPETTI SUI TEMPI.
La scansione cronologica è lì per tutti quanti, potete controllare. La battuta su Ferrara va in onda per la prima volta sabato 1 dicembre, viene replicata (senza essere tagliata) giovedì 6. Non è sospetto che solo la replica porti all'indignazione di Dall'Orto fino alla sospensione del programma? Ed infatti, navigo un po' in rete e scopro che c'è qualcosa che non va: innanzitutto la prima edizione utile del tgLa7 non menziona nemmeno con una nota a margine (le notiziole che passano sotto) la notizia della sospensione del Decameron. Successivamente, ecco che la cosa losca si fa losca a tinte forti: Luttazzi sta ultimando la sesta puntata, tutta incentrata sull'enciclica papale. Una puntata che sarebbe andata in onda Sabato 8 dicembre (ieri, in sostanza), che coincide con una festa religiosa, quella dell'Immacolata Concezione. Qualcuno deve averlo saputo in anticipo, ed aver fatto pressioni sulla direzione di La7 per la sospensione del programma. Ma non potevano dirlo: sarebbe stata la dimostrazione che un'emittente come La7, che apparentemente sembra contraria a questo Pontefice (ma in realtà non lo è: vedi cancellazione l'anno scorso dell'imitazione di Ratzi da parte di Crozza), si piega anch'essa alle logiche e alle minacce dei teo-con (leggi: teologi-conservatori; leggi: cattolici integralisti), oscura forza politca senza volto, che ancora una volta si è dimostrata potentissima in Italia. C'è solo una parola da esprimere: INACCETTABILE!

Luttazzi deve tornare su La7, concludere il suo show nei tempi previsti (10 puntate).
Nel frattempo, facciamo un'azione diretta contro l'emittente:
segnatevi gli sponsor del network e smettete di comprare quei prodotti, mandando magari uan bella mail a La7, dicendo che, se il Decameron non verrà portato a conclusione, non solo boicotteremo i suoi programmi, ma pure i suoi inserzionisti.
Questa gente è sensibile a discorsi come questo. E' triste avvalersene, ma è quanto possiamo fare.
BUONA LOTTA A TUTTI!

giovedì 6 dicembre 2007

Castronerie? Ve le portiamo "Porta a Porta"!

A "Porta a Porta", da Vespa, stasera si parlava di satira.
Da Vespa si parla di satira?
(Ecco, Stivi, prego: beva la cicuta...)

Vabbeh, facciamo finta di niente, ricacciamo i succhi gastrici e affrontiamo la questione che mi preme di sviluppare.
Uno degli ospiti è il Ministro della Giustizia, Clementina Forleo...
(Sì, certo, vi piacerebbe...)
No, davvero, l'ospite in questione è davvero il Ministro della Giustizia (sigh!) Clemente Mastella, uno che da quando si è alzato e se ne è andato da "Anno Zero" per una vignetta di Vauro evidentemente è diventato un'autorità in materia.

Ebbene, ecco la domanda di Vespa:
"Ministro Mastella, andrà al programma di Crozza domenica prossima?"

E ora (rullo di tamburi) la risposta del Ministro:
"Ne parlerò prima con lui. Se sarà una cosa divertente, una presa in giro, ci andrò di sicuro."

Breve conato di vomito, poi dico la mia.
La risposta di Mastella evidenzia non una, bensì due castronerie riguardo alla satira. Vediamo nel dettaglio.

1. LA SATIRA VA CONTROLLATA.
Errato. La satira è un genere strutturalmente ostile alle forme di potere, ed in quanto tale non può essere delimitata. Quello della satira che ha bisogno dei paletti è un discorso vetusto usato dalla politica per censurarla. La satira è un esercizio di libertà. La libertà non ci può essere data, perchè ce l'abbiamo già. Qui Mastella compie il trito e ritrito abuso del potere sulla satira. Ma la satira non ci sta e si ribella, essendo assoluamente immune dalle lusinghe del potere, nè tantomeno attratta dagli argomenti di "convenienza". Il comico satirico si concentra sul materiale, non sulla sua eventuale appropriatezza. L'operazione di Mastella è quella di far rientrare la satira in un'altra categoria, e di qui viene la seconda castroneria.

2. LA SATIRA NON E' LO SFOTTO'.
"Se è una presa in giro, allora ci vado..." Ecco qua: quello che Mastella accetta è lo sfottò, non la satira. La satira non ha nulla a che vedere con lo sfottò (che è tra l'altro reazionario: non compie l'operazione della contrapposizione al potere conclamato, ma lo abbelisce attraverso la presa in giro, la parodia, finendo per far il suo gioco). La satira è l'espressione (libera, ribadisco) di un punto di vista unito ad una operazione di memoria sui fatti. Ed è questo che non si accetta e che il potere cerca di tarpare: l'esposizione di un punto di vista sui fatti. Di cosa ha paura Mastella (non solo lui: lui è preso qui a modello), tanto da cercare di smarcarsi dalla satira imponendo al comico satirico di turno lo sfottò?

Sono curioso di vedere la reazione di Crozza a questa dichiarazione di Mastella.
La satira, intanto, non si scusa con il Guardasigilli del suo essere stronza!

Candidato Clemente Mastella, si presenti alla prossima sezione d'esame PREPARATO SULL'ARGOMENTO, per cortesia.
Non abbiamo tempo da perdere.