mercoledì 14 maggio 2008

Nostra Valeriona delle Mutande


Ecco qualcuno che ha avuto una carriera artistica di tutto rispetto. Oh, scusate... Stavo pensando ad Anna Magnani.
Vorrei fare un bel post su Valeria Marini, ma non mi riesce, se non indosso la sua preziosa lingerie.
Aspettate un attimo... Ecco fatto, ora sono pronto.
La settimana scorsa Valeriona nostra si introduce, agile come un elefante con la colite, nello studio di Markette, dove senetnzia che questo nuovo governo, il Berlusconi IV, le piace e che nutre in esso grosse speranze. Dato che da qualche tempo la bionda sta producendo una linea di intimo chiamata Seduzioni, la sua speranza è che questo governo ci riduca in mutande.
Chiambretti&Chiambretti (sono due, posti uno sopra l'altro, altrimenti Chiambretti sembrerebbe alto la metà) ha commentato con una delle sue frasi al vetriolo: "Staremo a vedere."
Cosa staremo a vedere?
La nuova ondata xenofoba (con, ad esempio, l'introduzione del reasto di clandestinità), il taglio dell'Ici che affonderà definitivamente i Comuni, la detassazione degli straordinari (tanto di Inps ed Inail chi ne ha bisogno), l'inesistente cordata italiana per salvare Alitalia, l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (leggi: licenziamenti più facili, addio alla cassa integrazione e alla mobilità).
Diavolo, chiedo scusa a Chiambretti&Chiambretti! Ha proprio ragione lui: staremo ad inorridire.
Intanto Valeria Marini è del tutto presa dalla sua collezione di intimo Seduzioni: capi talmente sexy che riescono persino a far ricordare agli ottantenni di avere un pene.
In arrivo due nuovi capi.
La mutanda di vimini: comodissima e utilissima, perchè appena ti stufi, puoi metterla in giardino ed utilizzarla come vaso da fiori. Non adatto alle pelli sensibili.
Il perizioma pulisci-sfintere: seguendo il movimento delle natiche nell'atto di camminare, va a pulire laddove non arriva il vostro dentista... ehm... igienista. Addio, carta igienica!
Valeria Marini e le altre attrici e show girl viste nude sul calendario... che gusto c'è, a spiarle di nascosto?

*Censored*

Dopo la bufera sul caso Travaglio, intervistato in quel di Che tempo che fa, puntata andata in onda sabato scorso, voglio dire la mia sulla questione, sempre che Fabio Fazio non censuri questo post, sostituendo alle mie parole i testi di alcune canzoni degli anni Sessanta/Settanta come è solito fare quando qualcuno lo critica. Fabio, un uomo avvisato è un angelo blu che se insisto torna giù.

Il modo in cui Fazio ha condotto l'intervista dimostra che in televisione, finchè vedrai bandiera gialla, tu saprai che qui si balla. Travaglio aveva il diritto di esprimersi per il semplice motivo che è tutta mia la città: un deserto che conosco. Ma si sa, in questo quadro politco, da una lacrima sul viso, ho capito molte cose. La cosa triste è che l'atteggiamento del conduttore del meteo made in Raitre sta diventando normale, in quanto oramai è fin troppo chiaro che nella televesione di stato, c'è un grande prato verde, dove nascono speranze, che si chiamano ragazzi: quello è il grande prato dell'amore. Dico questo perchè io con tutte le ragazze sono tremendo, le lascio quando voglio poi le riprendo. Caro Fabio Fazio, lascia che ti dica che sogno California, e un giorno io verrò.

Bene, ho detto la mia. Spero proprio che Fazio non si sia introdotto in questo post per censurarmi. Se l'avesse fatto, lasciatemi aggiungere che Fazio è una rotonda sul mare, il nostro disco che suona. Fazio, in conclusione, ti ricordo montagne verdi, e le corse di una bambina.
Grazie.

martedì 13 maggio 2008

Papocchio

Ieri il Papa ha attaccato nuovamente la legge 194, definendola come una legge che non ha migliorato affatto le condizioni delle donne nel mondo.
E' l'ennesimo attacco di Lady Benedict alla legge 194, che i teo-con vorrebbero vedere rivista se non addirittura abolita.

Lo dico e lo ribadisco anche: la legge 194 non ha introdotto l'aborto, l'ha solo regolamentato. Prima di tale dispositivo legislativo, l'aborto veniva praticato illegalmente, ed il 40% delle donne che vi si sottoponevano, morivano sotto i ferri. Chi non praticava l'aborto clandestino, per motivi etici o per costrinzione sociale, non sempre teneva il bambino: capitava non dirado che i pargoli venissero abbandonati ad una morte atroce e di stenti. Entrambe queste tendenze, grazie all'introduzione proprio della legge 194, hanno visto ridursi la loro incidenza ad uno zero virgola per cento. Questo dimostra che la legge 194 è una legge civile! Quanto civile? Sicuramente molto di più che molestare adolescenti in una cripta.

Non credo che gli italiani siano favorevoli ad una revisione di tale dispositivo di legge. Se lo fossero, ora Ferrara siederebbe in Parlamento, sia alla Camera che al Senato. Contemporaneamente.

martedì 6 maggio 2008

Ma che discorsi sono?! - Vol. 1

Renato Schifani è stato eletto la settimana scorsa Presidente del Senato. Se siete stupiti, vi capisco. Se siete stupidi, non siete stupiti. E non vi capisco. Vediamo alcune parti del discorso fatto dal neo-Presidente di fronte all'Assemblea. Ce l'ho giusto qui, scritto su un foglio di carta riciclata, in onore di Schifani.

... non posso dimenticare la correttezza e la compostezza del mio confronto con il Capogruppo di maggioranza, senatrice Anna Finocchiaro (Generali applausi), con la quale ho avuto sempre un confronto corretto.

La Finocchiaro ha annuito facendo di no con la testa.

Quanto al mio compito, io mi impegno ad adempierlo con il massimo scrupolo di garante delle regole, dei diritti dell'opposizione, della maggioranza e delle esigenze del Governo.

Questo è un cambiamento: fino a due legislature fa (vedi Lodo Schifani, poi dichiarato incostituzionale), era stato il garante del suo padrone e Presidente de Consiglio. Eh, quando si dice: non è mai troppo tardi...

Questa reciproca legittimazione rafforza il Parlamento, consente a maggioranza e opposizione di operare per l'ottenimento del bene più importante, cioè la crescita del nostro Paese e l'affermazione dei valori della Costituzione repubblicana di cui quest'anno abbiamo celebrato il sessantesimo anniversario della sua entrata in vigore.
In quella Carta c'è la nostra storia, il nostro passato, le nostre speranze, il nostro futuro.

Dev’essere per questo che, nella legislatura di cui sopra, hanno tentato di stravolgerla.

Quella che ci aspetta sarà la stagione delle riforme, ma anche dell'affermazione della legalità come valore irrinunciabile.
Insieme infatti all'azione di contrasto a tutte le mafie, occorre intensificare e migliorare le strategie per combattere quella dilagante criminalità che sta rendendo invivibili ampie aree del nostro Paese.

Dell’Utri ha ascoltato ed è stato zitto. La cazzata su Mangano eroe l’ha già detta in campagna elettorale.

Sono inoltre fermamente convinto che la lotta a tutte le mafie non dovrà avere, ma neanche mostrare, alcuna pausa.

E Dell’Utri continua a tacere! Mi meraviglio del suo self-control!

Da siciliano, infatti, sento forte la necessità di un impegno crescente per la sicurezza e per l'affermazione dei valori di legalità perché ho vissuto, insieme a tutti gli altri siciliani, il dolore di vedere la mia terra ferita, vessata, umiliata e, insieme, l'orgoglio di vedere una Sicilia che non s'è mai piegata né mai data per vinta e che è stata capace, invece, di rialzarsi e gridare il suo rifiuto alla violenza, alla prepotenza, all'illegalità.

E da siciliano, Dell’Utri sente forte la necessità dell’esatto contrario.

Soltanto conciliando le esigenze e rispondendo alle istanze delle due aree del nostro Paese, ed impegnandoci con forza e convinzione per tessere quell'indispensabile legame forte tra Nord e Sud, sapremo onorare quell'unità d'Italia così fortemente voluta e di cui, durante questa legislatura che ci si apre, nel 2011 celebreremo insieme i 150 anni di vita.
Assistiamo oggi ad un rinnovato amore dei cittadini verso il proprio Paese, verso la nostra patria.


Tra le lacrime, i senatori leghisti hanno riposto i fucili.

La nostra è sempre stata una terra di grandi talenti, dove sono nati ed hanno operato geni che hanno fatto la storia dell'umanità.

Salve, sono Schifani: l’eccezione che conferma la regola.

Dobbiamo difendere senza tentennamenti le nostre radici cristiane, la nostra identità che tanto ha contribuito alla nascita dell'Occidente e della nostra civiltà. Dimenticare le proprie radici significa perdere l'anima, non ritrovare più se stessi, non trovare più le ragioni forti dell'appartenenza che ci permettono di accogliere e dialogare con gli altri senza cedimenti e senza ipocrisie.
L'Occidente, l'Europa e l'Italia o ritornano alle proprie radici o sono destinati ad un irreversibile tramonto.


Fermi, fermi! Calderoli ha giusto uno stock di quelle famigerate magliette! Non riferitegli le parole di Schifani! Stava dormendo! Zitti tutti!

Siamo chiamati dunque a tenere alto il nome ed il prestigio dell'Italia, sia nel contesto dell'Europa unita, di cui siamo stati fin dall'inizio fondatori (...)

Come?! Me la ricordavo diversa, questa...

Il nostro Paese deve ribadire sempre di più al mondo il suo ruolo di portatore di pace e di democrazia.

Come nelle missioni in Iraq e Afghanistan. Grazie, avete fatto del vostro meglio.

Ai giovani chiediamo di guardare alla politica e alla forza delle istituzioni, perché alle loro istanze, che sappiamo essere prioritariamente la casa, il lavoro e la cultura, risponderemo con l'impegno e l'ausilio necessario di tutte le forze politiche.

Ma, nel frattempo, nessuna illusione: tutti precari!

sabato 3 maggio 2008

Interessante (e abbastanza inquietante) articolo pubblicato su "Cani Sciolti"

Il 'fenomeno' Beppe Grillo e il lato oscuro della Rete - Prima parte

Prima parte a cura di Utopico per Cani ScioltiLa rete è il nuovo 'Eldorado' per i politici e 'movimentisti' italiani.

Il 'fenomeno' Beppe Grillo, il V-Day sono solo l'ultimo esempio di come Internet stia diventando terra di conquista e di manipolazione dell'opinione pubblica o di costruzione del consenso. Spulciando il web e motori di ricerca si trovano informazioni interessanti che aiutano a capire qualcosa di più di quella che sembra essere, all'apparenza, una 'rivoluzione dal basso' difficilmente catalogabile o, per lo meno, poco comprensibile a chi non ha conoscenza ed esperienza della rete, dei suoi meccanismi, del potenziale distruttivo o costruttivo di cui è dotata.Il blog di Beppe Grillo è diventato, in poco tempo, uno dei siti più frequentati della rete a livello mondiale. Solo merito del comico genovese o dietro questo 'successo' c'è una ben precisa strategia (di marketing web) pensata e gestita da chi, della rete, è attore, protagonista e mentore?C'è un altro blog italiano, quello di Antonio Di Pietro, che ha molte similitudini con quello di Beppe Grillo e, come faceva notare Massimo Mantellini qualche tempo fa. Se proviamo a ricercare i ' gestori' dei due siti in questione ( quello di Grillo e quello di Di Pietro) salta fuori la Casaleggio Associati (guardate in fondo alla home page del blog di Grillo nei Credits).

Chi è la Casaleggio Associati?

La società, come si legge sul loro sito, : "nasce nel 2004 a Milano per volontà di cinque persone interessate alla Rete ed alla sua evoluzione." Fin qui tutto normale... Ma è l'obiettivo che chiarisce la natura della Casaleggio Associati:"L'obiettivo della società è di sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari e con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento." Bingo!, direbbero gli americani. E infatti è proprio dagli americani che la Casaleggio Associati ha copiato molto e in particolare dalla Bivings group. Il Marketing viraleLa Bivings group è un'agenzia leader nel social network negli USA, nasce nel 1993 matura una esperienza decennale collaborando con corporation di massimo livello. Le multinazionali come la Monsanto, ad esempio, affidano i propri messaggi a società come la Bivings Group, che manipolano l’opinione pubblica grazie al «marketing virale», intrufolandosi nei forum di discussione su internet e diffondendo le opinioni delle multinazionali sotto le sembianze di «comuni cittadini». Le multinazionali hanno imparato che il modo migliore per affermare il proprio punto di vista è stare in disparte e lasciare che a sostenerlo siano dei comuni cittadini.Non vi sembra che anche nel caso di Beppe Grillo e dei 'grillini' vi siano molte analogie?Un articolo sul sito web della Bivings intitolato "Marketing virale: come infettare il mondo" avverte che "vi sono alcune campagne in cui sarebbe poco opportuno o persino disastroso lasciare che il pubblico sappia in cosa è direttamente coinvolta la vostra azienda...semplicemente non è una mossa intelligente nel campo delle pubbliche relazioni. In casi come questo è importante prima "ascoltare" quello che viene detto on-line... una volta che vi siete collegati in questo mondo, è possibile inserire su questi canali dei messaggi, che presentano il vostro punto di vita come quello di una disinteressata terza parte... Forse il più grande vantaggio del marketing virale è che il vostro messaggio è posto nel contesto in cui è più probabile che sia preso in seria considerazione." Sul sito della Bivings viene citato un dirigente della Monsanto che ringrazia l'azienda di pubbliche relazioni per il suo "straordinario lavoro". "A volte", si vanta la Bivings, "vinciamo dei premi. A volte soltanto il nostro cliente conosce il ruolo preciso che noi abbiamo giocato. In altre parole, a volte la gente non ha la minima idea di essere manipolata da impostori."Riprendiamo da un post su un Meetup:"Se pensiamo alla struttura dei due siti ( quello di Grillo e quello della Bivings - ndr), che sono sostanzialmente identici, addirittura nella scelta dei colori, nella disposizione dei link, nella mappa e organizzazione del sito, che fra l'altro trattano la stessa materia, fanno gli stessi studi sull influenza di internet e sulle reti sociali on-line, con particolare interesse per le applicazioni in politica: - studio sulla politica, Bivings group - studio sulla politica, Casaleggio associatiLeggiamo quello della Casaleggio: La vita dei siti dei partiti politici è scandita dalle scadenze elettorali. Gli indecisi prendono le proprie scelte nei 30 giorni precedenti le elezioni e tendono ad utilizzare tutti i media a loro disposizione per informarsi. [...] Riuscire ad influenzare il voto degli elettori è l'obiettivo primario in periodo di elezioni. Abbiamo scaricato, dal sito della Casaleggio, questo report: " Novembre 2004 I partiti politici on line in Italia. Dati, interviste e trend della politica on line in Italia" dove leggiamo:

Gli obiettivi:
Convincere gli indecisi a votare il proprio partito.
- Comunicare senza intermediazioni ai cittadini.
- Ricevere finanziamenti direttamente, tramite iscrizioni al partito o acquisto di merchandising.
- Avvicinare le persone al partito, soprattutto i giovani ai quali piace poco frequentare le sezioni locali del partito. - Mettere a disposizione tutti i materiali e le informazioni per le sedi locali.
- Promuovere le attività delle sezioni locali e dei loro candidati.
- Fare pressioni politiche con iniziative di coinvolgimento attivo del pubblico.
- Costruire programmi politici assieme agli elettori.
- Tenere il contatto con i simpatizzanti con newsletter.

In pratica è quello che sta accadendo con i Meetup di Grillo. Il blog di Beppe Grillo funziona da catalizzatore, promotore e da 'fornitore' di materiali, , i meetup sono le 'sezioni locali', il coinvolgimento attivo sono la raccolta di firme, non c'è intermediazione ma filo diretto di comunicazione attraverso il web.I blog di Antonio Di Pietro, e di Beppe Grillo concepiti e gestiti dalla Casaleggio e Associati (gli stessi di Beppe Grillo) stanno realizzando un progetto e quelli della Casaleggio hanno capito che i messaggi semplici, diretti e con un tocco di populismo in rete funzionano sempre. Massimo Mantellini citava un intervento sul blog di Tiziano Fogliata che si chiedeva il 18 Gennaio 2006: Di cosa avranno mai parlato Antonio Di Pietro e Gianroberto Casaleggio? Alcune voci mi hanno riferito di averli visti pranzare insieme lunedì in un locale milanese. Ripeto la domanda: di cosa avranno mai parlato? Forse che il leader dell’Italia dei Valori vuole replicare il successo di Beppe Grillo scalando le classifiche di Technorati? Se questo è l’obiettivo la scelta naturale è rivolgersi appunto alle stesse persone che curano il blog di Beppe Grillo.

sabato 26 aprile 2008

Puzzle


La nota casa produttrice Ravensburger propone la sua nuova confezione per ricostruire il puzzle della Sinistra italiana. Non affannatevi: ne avanzerete sempre un pezzo.

Eu-genio!

Sull'ultimo numero de L'Espresso, Eugenio Scalfari cerca di rispondere ad una annosa domanda postagli dagli amici:

-Come mai non avevi percepito ciò che sarebbe accaduto? Tu sei un giornalista e vivi in mezzo a giornali che hanno redazioni e inviati in tutta Italia. I vostri contatti sono dunque imperfetti? Va bene sognare, ma la realtà l'avete persa di vista?-

Che stronzi, gli amici, eh?
Scalfari risponde che non aveva previsto affatto il terremoto che avrebbe travolto la Sinistra Arcobaleno (fuori da entrambi i rami del Parlamento) e nemmeno la grande affermazione della Lega.
Questo stile si può notare anche in questo articolo inedito dell'Eugenio nostro (o vostro... o di chi se lo accaparra...), che tratta della fellatio.

"(...) La delusione è forte quando arrivi ad un immagine come questa: l'erezione ad un tratto crolla. Contrariamente a quello che affermavano i sondaggi. Ne sono rimasto esterefatto. Dopo qualche minuto di manipolazione orale, il membro ripiega su se stesso e si affloscia. La débacle è uno di quei colpi di scena che tormentano chi guarda, lasciandolo basito. Come il sottoscritto."

Tranquilli. Anche voi fareste simili errori di analisi, se foste Scalfari.

mercoledì 9 aprile 2008

Caro amico, ti scrivo...

Mi è giunta oggi la lettera di Walter Veltroni. Mi sembra giusto - io, dal mio punto di vista, oserei dire pure doveroso - analizzarla nei suoi contenuti.

"Gentile Andrea..."

Ecco che l'approccio è subito ruffiano. Scrive una lettera ad una persona che non conosce non solo usando un tono confidenziale, ma addirittura caricando la cosa utilizzando il mio nome per creare appeal. Grazie, Veltroni. Io continuo a darle del lei e a chiamarla per cognome, se non le dispiace.

"(...) Ti scrivo sapendo bene che forse può esserci, da parte tua, una certa diffidenza nei confronti della politica. Lo capisco."

E capisce male, candidato Veltroni. Non diffido affatto della politica. Qui lei utilizza il significato di politica nell'accezione negativa del termine. Ma "politica" è un termine alto, nobile, che va al di là della contemporaneità. Non c'è nessuna disaffezione verso di essa da parte mia. Semmai, sono le persone che rendono questo termine fallace, dimenticandosene i nobili intenti etimologici.

"Nel nostro Paese la politica, per troppo tempo, è apparsa chiusa e autoreferenziale, incapace di ascoltare e di parlare alle persone, di affrontare le molte questioni aperte della nostra società. In questa chiusura, in questa distanza, c'è anche la difficoltà di coinvolgere le giovani generazioni."

Non si smarchi, Veltroni, da una politica della quale ha fatto parte per un trentennio, anche di recente con la sua gestione non idilliaca, in questo senso, del Comune di Roma. Non si presenti come nuovo e candido, perchè non ne ha la levatura morale per farlo. Sappiamo qual è la sua vita politica, come si è mosso all'interno delle istituzioni. Dunque, non cerchi adesso di indossare il vestito nuovo e candido. Non c'è, nel suo armadio. "Chiusa e autoreferenziale". E' esattamente quella stessa politica che lei e il suo Pd avete portato avanti con la campagna elettorale, l'idea più becera di questo tentativo è il richiamo al "voto utile" (tutti i voti sono utili solo se espressi liberamente, diventano inutili quando sono imposti da discorsi stantii come questo), nonché il tentativo di mettere al bando i partiti minori, primi fra tutti i Radicali e il Partito Socialista. Poi si chiede come mai si ha difficoltà di coinvolgere le giovani generazioni. Dipende da questo: i giovani sono contrari alle prese di posizione cone carattere autoritario.

"(...)Parlare a questa generazione significa avere, insieme, la forza dei grandi sogni e la concretezza necessaria a misurarsi con i problemi di tutti i giorni."

Pura demagogia. Oltre che lo spuntare del suo odioso "ma anche". "Siamo sognatori ma anche concreti." Insopportabile.

"Vogliamo provare, assieme a tutti voi, a rendere scuola e università luoghi in cui ciascuno abbia il massimo delle opportunità."

Non so quale sia la sua medicina per rendere l'università un luogo in cui ciascuno abbia il massimo delle opportunità. Ma so che, come sembra essere, se lei è favorevole alle fondazioni come mezzo di sostentamento degli atenei, con il mondo delle imprese e del libero mercato che entri attivamente nella gestione degli isnegnamenti, bloccando ogni forma di pensiero critico ed eterodosso per puntare ai propri interessi di profitto, allora sono profondamente contrario. Fuori i mercanti dal tempio! Il sapere ed il profitto devono rimanere assolutamente distinti. L'università faccia l'università e l'impresa faccia l'impresa. Ognuno per proprio conto.

"Vogliamo combattere la precarietà sul lavoro."

Come? Candidando Calearo e Colaninno? Due che con la precarietà si sono arricchiti da far schifo? Mi permetta di essere dubbioso...

"(...) Vogliamo che le guerre, la miseria, la fame lascino il posto alla pace e al dialogo fra popoli e religioni diverse."

Essere contrari alla guerra è un argomento che utilizza anche la destra, quindi non mi appassionano molto le sue parole. Soprattutto se si fanno distinzioni di semantica che portano le operazioni militari italiane in Afghanistan e in Libano ad essere estichettate come "missioni di pace", cosa che in realtà non sono affatto. Nondimeno se si avvalla e si propone come arricchimento di tutti il raddoppio della base Dal Molin a Vicenza, che conterrà testate nucleari e che farà da base di partenza per le eventuali guerre contro l'Iran o in Centrafrica. Poi, è disposto a fare, in nomi di questi valori, una scelta coraggiosa? L'Italia allora boicotti le Olimpiadi di Pechino, con la richiesta del riconoscimento del Tibet da parte della Cina. Forza, Veltroni, mi stupisca.

"Essere giovani nel 2008 non è facile."

Non lo era nemmeno nel 1996, quando lei era ministro del primo Governo Prodi e introdusse i contratti di lavoro di natura flessibile, primo passo verso la precarietà. Poi odio (sottolineo: odio!) essere visto come categoria: essere giovani non è meno difficile che essere anziani, magari pensionati, o essere lavoratori dipendenti di mezza età con una famiglia sulle spalle. Non affronti la mia posizione partendo da questo fallace sillogismo. Tutti abbiamo difficoltà, qualitativamente identiche seppur diverse nello specifico. La precarietà non è solo una qualità di chi non ha un contratto a tempo indeterminato, ma anche (scusi se glielo rubo) dei lavoratori dipendenti e dei pensionati che non ce la fanno a tirare avanti. Veda il quadro complessivo, non le parti che lo determinano.

"(...) Per questo ti chiedo di stare con noi, di dare il tuo contributo alla costruzione di un'Italia giovane e moderna, più serena, veloce e giusta."

"Italia giovane": l'Italia non è né giovane né vecchia; è quella che è, e da questo si deve partire.
"Italia moderna": quale? Quella della revisione dell'articolo 18, da lei paventata? Quella delle scelte impopolari che ha sbandierato? Quella dei contratti a termine, e dei giovani flessibili? Dell'innalzamento degli stipendi attraverso la riduzione fiscale? Parafrasando Primo Levi, se questa è modernità...
"Italia più veloce": se è quella della Tav, dico senza esitazioni: "no, grazie".
"Italia più giusta": questa è una pura forma demagogica, che non accetto. Distingua il suo concetto di giustizia sociale, dopotutto non l'ha ancora fatto.

Grazie, candidato Veltroni, avevo bisogno di un momento di riflessione in più per arrivare a non votarla.

sabato 5 aprile 2008

Berlusconi vs Veltroni (Secondo Round)

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E siamo dunque pronti ad osservare questo secondo round fra i due contendenti! Veltroni si avvicina furtivo al suo avversario, e sfonda il naso a Silvio d'oro con la candidatura di una ragazza dei Call Center. Berlusconi reagisce tirando fuori la pensione da parlamentare di Veltroni, che claudica... ma riesce a riprendersi e risponde da par suo con un monito "fortissimo" contro la malavita organizzata! PER BERLUSCONI E' UN COLPO DURISSIMO! Il leader del Pdl è una maschera di sangue, ma anche il leader del Pd non è da meno, seduto all'angolo con la testa fra le mani, viene soccorso da Emma Bonino vestita da crocerossina.
Entra Boselli, che vede la scena e si caga addosso. GRANDE MOSSA DEL LEADER DEL PARTITO SOCIALISTA! Un'intromissione a sorpresa che potrebbe far vacillare gli equilibri. Non contento, Boselli si piscia anche addosso, poi si incazza e se ne va! Che furbata!
Intanto noi ci apprestiamo a seguire il Terzo Round di questa sanguinolenta sfida!

Punteggio:
Berlusconi 0%
Veltroni 0%
Boselli 100%

(La giuria ha apprezzato l'intervento del leader socialista. Specie perchè poi se n'è andato. C'era una puzza di socialismo, in giro...)

Mondo-conversione.

In settimana è avvenuta la conversione al cattolicesimo dell'ex musulmano Magdi Allam. Non male, ma l'avrei apprezzata di più se il commento fosse stato affidato a Nando Martellini.
"CAMPIONI DEL MONDO!"
Tutta un'altra musica, no?

Una conversione religiosa è un aspetto intimo e personale di un individuo, che dovrebbe svolgersi all'ombra della propria coscienza e non nei lustrini della spettacolarizzazione. Altrimenti, tanto vale convertirsi da McDonald's, così si ha pure lo sponsor! In molti stentano a cogliere questo aspetto: anche Michele Serra (che tiene una rubrica sul Venerdì di Repubblica, quello che inizi a leggerlo il venerdì e lo finisci domenica, con la sensazione di essere perennemente in ritardo) afferma di non sentirsela di ironizzare su un percorso personale come quello di Magdi Allam. Ma è questo il punto: personale! Si ironizza eccome se Magdi Allam non perde occasione di farsi strumentalizzare per una scelta che non è dimensione del pubblico, ma dello stretto privato! Nasce il sospetto: quale operazione dietro a questa conversione in mondovisione? (A proposito, l'avete visto il Papa? Sembrava sempre sul punto di festeggiare l'evento facendo il Moonwalk di Michael Jackson...) C'è un chiaro messaggio di sfida al mondo islamico con questa esposizione mediatica. E grazie, Allam, era proprio quello di cui avevamo bisogno.

Prossimamente:
La mia conversione al vouyerismo.
In mondovisione, attraverso il buco della serratura.